Il progetto
Un formato dell’Ottocento, una città del Sud, la pittura delle nuove generazioni. Come è nato Salon Palermo, cosa è stato, dove va.
Un Salon, oggi
Nella Parigi dell’Ottocento i Salons erano le grandi esposizioni periodiche in cui gli artisti presentavano il proprio lavoro al pubblico, alla critica, ai collezionisti. Un formato accademico, spesso ingiusto con il nuovo.
Nel 2019 la galleria ospita la mostra del Simposio di Pittura di Luigi Presicce: un primo affondo sulla pittura giovane in via Maletto. Nel 2021 l’idea di Giovanni Rizzuto, condivisa con Eva Oliveri, è riprendere il formato del Salon senza nostalgia. Con il testo di Antonio Grulli la domanda diventa un manifesto: rinunciare ai temi pretestuosi e alle tesi curatoriali per riportare l’opera al centro, lasciando che ogni quadro viva “della propria indipendenza e solitudine, come un universo a sé stante”.
È una scommessa sulla pittura, nel momento in cui tutto è di nuovo possibile: l’astratto ha la stessa forza del figurativo, il sogno visionario suona vivo come la ricerca geometrica.
“In un Salon ogni opera vive della propria indipendenza e solitudine, come un universo a sé stante, autonomo e completo.”
La migrazione verso Sud
Ogni inizio di luglio la pittura scende a Palermo. Grulli la chiama “una migrazione ciclica, già accaduta in passato, della pittura verso il sole, la vita, i colori, il calore”: lontano dall’ermeneutica e dal concettualismo del nord, per abbracciare l’erotismo della visione, della magia e del mistero.
La galleria è in via Maletto, nella Kalsa. Intorno, i musei, i bar, le piazze lastricate di pietre grigie e rosse, Antonello da Messina e Guttuso, le notti che non finiscono. Palermo “che in anni ostili alla pittura ha rappresentato un luogo di resistenza all’omologazione e libertà”: quel cuneo di Europa tirato verso il Nord Africa e il Medio Oriente.
“Palermo che per noi è mille chiacchiere, sudate infinite, incontri; unica scuola di arte e vita.”
Una ricognizione della nuova pittura
Dal 2021 al 2024 il Salon ha portato a Palermo trentasette artisti, in gran parte nati tra gli anni Ottanta e i primi Duemila, da tutte le geografie italiane: Venezia e Milano, Firenze e Bologna, Urbino, Roma, la Puglia, la Sardegna, la Sicilia.
Dal 2022 la curatela è a due voci, Antonio Grulli e il pittore Francesco De Grandi: la selezione nasce da mostre visitate, incontri e studio visit nei mesi precedenti. Il filo comune è una figurazione di matrice visionaria, debitrice del surrealismo e dell’espressionismo europeo tra le due guerre. Nel 2024 la pittura comincia a debordare nella tridimensionalità.
Anno dopo anno il Salon si è ritagliato un ruolo di osservatorio: “molti nuovi nomi oggi sulla bocca di tutti sono passati proprio da qui”.
Dal Salon alla galleria
Il Salon non finisce con l’estate. Alcuni degli artisti passati da qui hanno continuato a lavorare con RizzutoGallery: Mattia Barbieri, nella prima edizione, è oggi un artista rappresentato dalla galleria.
Nel 2024 la galleria apre una seconda sede a Düsseldorf, nel quartiere di Flingern. Nel 2025 Mattia Barbieri vi presenta una personale, mentre Anna Capolupo (Salon Palermo 1) e Dorotea Tocco (Salon Palermo 2) espongono nella collettiva «Intimate Territories» (gennaio–febbraio 2025): il ponte tra la scena italiana e il contesto europeo.
La storia
Nasce RizzutoGallery
Giovanni Rizzuto ed Eva Oliveri aprono la galleria nel quartiere della Kalsa, a Palermo.
Il precedente: il Simposio di Pittura
RizzutoGallery ospita la mostra dei partecipanti al Simposio di Pittura di Luigi Presicce. Secondo Presicce fu «il la» che portò, negli anni successivi e nella stessa galleria, a Salon Palermo.
Salon Palermo
Prima edizione: dieci artisti e il testo-manifesto di Antonio Grulli. Un formato ottocentesco per la nuova pittura.

Il Salon ad ArtVerona
La prima edizione va in fiera: uno stand dedicato ai dieci artisti ad ArtVerona 2021, sezione Introduction, con 41 opere.

Salon Palermo 2
Francesco De Grandi entra nella curatela. Nove artisti, opening fino a mezzanotte: la “migrazione annuale” diventa un appuntamento.

Salon Palermo 3
Terza edizione, otto artisti. Il Salon si conferma appuntamento imperdibile dell’estate palermitana.

Düsseldorf
La galleria apre una seconda sede a Düsseldorf, nel quartiere di Flingern.
Dal Salon a Düsseldorf
Mattia Barbieri, Anna Capolupo e Dorotea Tocco espongono nella sede tedesca. Il Salon si ferma per ripensare il proprio formato.
Salon Palermo 5
La nuova pittura in Italia.
Obiettivi curatoriali
Osservare
le trasformazioni della pittura contemporanea in Italia.
Individuare
nuove ricerche emergenti, per qualità, coerenza e consapevolezza linguistica.
Legittimare
offrire una prima piattaforma di legittimazione critica e visibilità.
Collegare
costruire un ponte tra la scena italiana e la dimensione internazionale.
Le persone
Giovanni Rizzuto
Fondatore di RizzutoGallery (Palermo, 2013; Düsseldorf, 2024) con Eva Oliveri. Ha ideato Salon Palermo e ne detiene la direzione artistica.
Eva Oliveri
Fondatrice di RizzutoGallery con Giovanni Rizzuto. Condivide la direzione artistica di Salon Palermo e ne garantisce continuità e coerenza critica.

Antonio Grulli
Autore del testo-manifesto della prima edizione (2021) e curatore, con Francesco De Grandi, delle edizioni 2022, 2023 e 2024.

Francesco De Grandi
Pittore, artista della galleria. Dal 2022 co-cura il Salon con Antonio Grulli: la selezione nasce da incontri, mostre e studio visit nei mesi che precedono ogni edizione.
Sedi
Palermo
RizzutoGallery
Via Maletto 5, 90133 Palermo
Nel quartiere della Kalsa, nel cuore antico della città. Fulcro espositivo di ogni edizione del Salon.
Mappa ↗Düsseldorf
RizzutoGallery — Project Room
Ackerstraße 34, 40233 Düsseldorf
Aperta nel 2024 nel quartiere di Flingern: la sede europea della galleria.
Mappa ↗