Salon Palermo 2
Collettiva sulla nuova pittura

Salon Palermo 2 (2022), seconda edizione di Salon Palermo: collettiva sulla nuova pittura. 13 luglio – 20 agosto 2022, RizzutoGallery, Palermo. 9 artisti, 37 opere, a cura di Antonio Grulli e Francesco De Grandi.
Eccoci di nuovo alla nostra migrazione annuale, ormai appuntamento fisso. Di nuovo la pittura italiana torna verso il sole, la vita, i colori, il calore.
Dopo il successo della prima edizione, il Salon diventa un appuntamento. Francesco De Grandi si affianca ad Antonio Grulli nella curatela: nove artisti da Venezia, Milano, Cagliari, Palermo, la Puglia e l’Istria. Opening fino a mezzanotte.
Artisti
Chiara Calore
La sua pittura è caratterizzata dalla giustapposizione dei più diversi elementi figurativi in forma ironica e visionaria. Le sue tele sono popolate da un ammasso bizzarro e inverosimile di uomini, animali e freaks, che si agitano sulla tela in maniera anarchica, in una selva di rimandi. Il potere allegorico è riassorbito da una pittura che tende all’astrazione dei soggetti, a narrazioni impetuose, incentrate su movimenti di fuga, sintesi, tensioni interne al rapporto con la superficie.
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Martina Cassatella
Rappresentare l’irrappresentabile è mettere sullo stesso piano tutte le forme di linguaggio, fondendo gesto, movimento, luce e parola. Come nel “Teatro della crudeltà” di Antonin Artaud, in cui esso è prima di tutto rituale e magico. Per raccontare qualcosa di irraccontabile.
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Roberto de Pinto
Motivi meteorologici che, oltre a quelli geografici, palesi, spingono ciascun personaggio presente nei quadri a togliersi la canotta, a stare in costume, a scoprire la propria pelle che, nuda, è esposta ai raggi del sole.
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Barbara De Vivi
Il centro della sua ricerca è l’ibridazione e sovrapposizione delle immagini, la loro capacità di sopravvivere nel tempo per riemergere in nuovi contesti. Nei suoi dipinti l’artista mette in relazione i motivi iconografici tradizionali con istanze personali e un immaginario legato all’estetica contemporanea, delineando racconti che, pur rifacendosi a un patrimonio culturale condiviso, si mantengono aperti e frammentari.
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Aronne Pleuteri
Un atteggiamento ludico nei confronti delle cose del mondo rivitalizza la capacità di immaginare e apre le porte di un universo collettivo.
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Francesco Maria Romano
La pittura dell’artista è una narrazione misteriosa, in cui le vicende e le vicissitudini personali si intrecciano con viaggi reali e fittizi, immaginari e invisibili. La dimensione interiore di Romano sottolinea la capacità dell’arte di aprire finestre su paesaggi nuovi e inesplorati, in un’indagine di possibilità e dimensioni divergenti. Sogno e realtà si fondono e si confondono in una mescolanza di memorie e ricordi che conduce il visitatore a indagare i confini fra mondo esteriore e interiore.
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Danilo Stojanović
Danilo Stojanović adotta una poetica pittorica ricca di dicotomie che affonda le radici in correnti artistiche dai valori antagonisti, traducendole in immagini che posseggono un’identità originale, autentica e armonica.
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Dorotea Tocco
I lavori di Dorotea Tocco trovano forma attraverso l’aberrante, con un pensiero che si discosta dalla morale comune. I suoi soggetti sono principalmente donne che indagano la propria femminilità; non più presentate come oggetto di visione (veduta) della pittura, esse ottengono una diversa enunciazione. In questi corpi inopportuni si nota una volontà di profonda autodeterminazione rispetto ai preconcetti che orientano la società e la massa, nel tentativo di conquistare la propria dimensione, fra pratiche kinky, sporcizia ed eccessi.
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Vittorio Zeppillo
Con un’estetica basata sulle contrapposizioni, agisce secondo una serie di ossimori disarmonici: le superfici ora sono opaco-lucide, secco-pastose, pulito-sporche. L’ambiguità di queste dicotomie viene riportata attraverso un segno che sembra perennemente contraddire se stesso, fra pennellate concitate e irrimediabilmente rotte.
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Vedute della mostra















La parete del Salon










































































Antonio Grulli
Eccoci di nuovo alla nostra migrazione annuale, ormai appuntamento fisso. Di nuovo la pittura italiana torna verso il sole, la vita, i colori, il calore. Abbiamo capito quanto ci serve, abbiamo capito quanto ci fa bene. Per abbracciare con ancora più forza l’erotismo della visione, della magia e del mistero. Nuovamente. Sempre a Palermo, nel cuore della città, teatro perfetto di scorribande diurne e soprattutto notturne nei suoi quartieri, tra musei, bar, piazze lastricate di pietre grigie e rosse, per respirare tutta la vita che può entrare nei nostri polmoni. Palermo che per noi è mille chiacchiere, infinite sudate, mille incontri; unica scuola di arte e vita. Palermo che in anni ostili alla pittura ha rappresentato un luogo di resistenza all'omologazione e libertà. In quel cuneo di terra che sembra un lembo di Europa tirato verso il Nord Africa e il Medio Oriente”.









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- Salon Palermo 2 (scheda mostra) ↗
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