Edizioni / 01 / 2021

Salon Palermo

Collettiva sugli aspetti formali della nuova pittura

Salon Palermo — Invito elettronico – Opening sabato 10 luglio 2021, ore 18; mostra dal 13 luglio al 18 settembre 2021
Testo critico
Antonio Grulli
Inaugurazione
10 luglio 2021, ore 18
In mostra
13 luglio – 18 settembre 2021
Sedi
RizzutoGallery, Palermo
Artisti
10

Salon Palermo (2021), prima edizione di Salon Palermo: collettiva sugli aspetti formali della nuova pittura. 13 luglio – 18 settembre 2021, RizzutoGallery, Palermo. 10 artisti, 28 opere.

Testo critico

E se una delle risposte ai problemi del mondo dell’arte di oggi fosse il Salon? 

— Antonio Grulli

I Salons, organizzati a Parigi lungo tutto l’Ottocento, erano esposizioni periodiche che offrivano agli artisti la possibilità di presentare al pubblico le proprie opere. Nell’estate del 2021 RizzutoGallery riprende quel formato — “così polveroso, così ottocentesco” — e lo porta a Palermo: dieci artisti italiani, nessun tema imposto, l’opera di nuovo al centro.

Artisti

10 artisti · 28 opere
01

Sabrina Annaloro

Palermo, 1989 — vive e lavora a palermo

Nel caso di Sabrina Annaloro (Palermo, 1989), i soggetti affondano in una dimensione mitologica, arcaica e fuori dal tempo, immersa in uno stile e in atmosfere surreali dalla forte potenzialità narrativa. Attinge molto da pitture esotiche e orientaleggianti. Spesso le sue scene vedono il corpo soggetto a processi di trasformazione e metamorfosi in cui svanisce completamente il confine tra uomo e natura, e quello tra uomo e animale.

Scheda artista →
Sabrina Annaloro, Riti rupestri
Riti rupestri2021, Olio su tela, 200 × 200 cm
02

Mattia Barbieri

Brescia, 1985 — vive e lavora tra milano e new york

Mattia Barbieri (Brescia, 1985) invece realizza dipinti in cui l’aspetto formale e pittorico riacquisisce centralità. Il quadro viene costruito dal pittore seguendo un processo molto complesso e ricco. La superficie diventa il campo di battaglia in cui segni grafici, incisioni, cifre e dettagli materici interagiscono alla pari con la composizione pittorica vera e propria. I soggetti visionari e quasi alieni, seppur funzionali a esaltare la pittoricità del quadro, non rivestono un ruolo secondario: sono elemento ricorrente in cui declinare gli elementi plastici del suo fare pittura.

Scheda artista →
Mattia Barbieri, Madonna con bambino
Madonna con bambino2021, Olio e tempera su tavola, 125 × 90 cm
Mattia Barbieri, Salvator Mundi
Salvator Mundi2021, Olio e tempera su tavola, 125 × 90 cm
Mattia Barbieri, Shadow
Shadow2021, Olio su alluminio, gesso, legno, 220 × 50 × 50 cm
03

Enne Boi

Cantù, 1989 — vive e lavora tra gent (belgio) e bologna

Enne Boi (Cantù, 1989) è invece l’artista che in questa mostra maggiormente richiama un certo espressionismo del secolo scorso, soprattutto di matrice tedesca e del nord Europa. Seppure alterata e deformata, la figura è spesso al centro dei suoi quadri. Ma l’aspetto formale anche in questo caso è il fine stesso del quadro. I corpi e gli elementi della natura sono resi selvaggi e primitivi attraverso una pittura al tempo stesso violenta ed elegante, che porta in sé un’anima classica e antica. La superficie a olio viene spesso sfumata dall’utilizzo dell’aerografo e dello spray.

Scheda artista →
Enne Boi, Rebus (La cura)
Rebus (La cura)2021, Olio e inchiostro su tela, 120 × 100 cm
Enne Boi, Rebus (Tres amigos)
Rebus (Tres amigos)2017, Olio e inchiostro su tela, 177 × 120 cm
04

Anna Capolupo

Lamezia Terme, 1983 — vive e lavora a firenze

La pittura di Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983) nasce da un rapporto privilegiato con il genere della natura morta. Il piano orizzontale, quasi sempre presente nei suoi quadri, diventa palco di un calmo teatro surreale fatto di elementi della vita quotidiana, dettagli anatomici e magici incidenti narrativi. Spesso vi è una dominante cromatica in cui viene immerso il quadro, e da cui abilmente si discostano pochi elementi sottolineati proprio dalla loro diversità, ottenendo in tal modo un effetto disturbante e straniante.

Scheda artista →
Anna Capolupo, Occhi d'oro occhi d'argento
Occhi d'oro occhi d'argento2021, Olio su tela, 70 × 70 cm
Anna Capolupo, Hanno fatto a pezzi mio padre
Hanno fatto a pezzi mio padre2021, Olio su tela, 120 × 100 cm
05

Silvia Capuzzo

Merano, 1996 — vive e lavora tra pesaro e urbino

Silvia Capuzzo (Merano, 1996) è l’artista maggiormente “astratta” della mostra. Ma le sue pennellate larghe e sinuose, da cui emerge l’amore per la materia pittorica, continuano a mantenersi aggrappate alla realtà e alla rappresentazione. I corpi fluidamente si muovono nella scena e sono realizzati con pochi dettagli: si vedono soprattutto braccia, che acquisiscono un ruolo centrale. È una pittura virtuosa e all’apparenza veloce, in cui il punto di vista straniante e l’ingrandimento di parti di realtà concorrono, assieme al modo di dipingere, alla creazione del risultato finale.

Scheda artista →
Silvia Capuzzo, Allodole
Allodole2021, Tecnica mista su tela, 120 × 120 cm
Silvia Capuzzo, Orlando
Orlando2020, Olio, amidi e geco su tela, 70 × 100 cm
Silvia Capuzzo, Partitozza
Partitozza2020, Olio su carta su tavola, 33 × 38 cm
Silvia Capuzzo, Dönerstag
Dönerstag2021, Olio su tela, 180 × 200 cm
06

Cosimo Casoni

Firenze, 1990 — vive e lavora tra firenze e milano

Le opere di Cosimo Casoni (Firenze, 1990) si inseriscono in un filone che risale alla pittura Dada e concettualmente eclettica del secolo scorso. Il quadro è in questo caso sia un lettino autoptico del dipingere sia un campo giochi in cui sperimentare e dedicarsi al proprio piacere. Le superfici vengono popolate da Cosimo con una moltitudine di elementi di natura diversa: le parti pittoriche figurative finemente realizzate sono accostate brutalmente a tag rubate dal contesto urbano, la grafica si mescola con i segni più violenti del fare pittorico, come graffi e raschiature, ottenendo in tal modo veri paesaggi pittorici autonomi.

Scheda artista →
Cosimo Casoni, Vie di fuga (la fiumara)
Vie di fuga (la fiumara)2020, Olio su tela, lacci usati, cornice d'artista, 41 × 34 cm
Cosimo Casoni, Studio di fico d'India #3 (Palermo)
Studio di fico d'India #3 (Palermo)2021, Acrilico, impronte di dita, pittura spray, matita su tela di cotone, cornice d'artista, 160 × 130 cm
Cosimo Casoni, Studio di fico d'India
Studio di fico d'India2019, Olio su tela, 160 × 130 cm
07

Gabriele Ermini

Firenze, 1996 — vive e lavora tra firenze e bologna

Anche i lavori di Gabriele Ermini (Firenze, 1996) vivono di questa complessità della superficie pittorica, in cui segni di natura differente coesistono in maniera significativa, e in cui i colori classici si mescolano all’aerografo e ad altre tecniche. Spesso la figura umana è al centro della scena in maniera quasi scultorea, resa con colori acidi e spesso piatti ma deformata nelle forme in modo simile a quello che è possibile ottenere attraverso i computer o l’animazione digitale.

Scheda artista →
Gabriele Ermini, Senza titolo (Incontro #01)
Senza titolo (Incontro #01)2021, Olio e acrilico su tela, 170 × 130 cm
Gabriele Ermini, Senza titolo (Incontro #02)
Senza titolo (Incontro #02)2021, Olio e acrilico su tela, 170 × 130 cm
Gabriele Ermini, Senza titolo (0420)
Senza titolo (0420)2020, Olio e acrilico su tela, 120 × 100 cm
08

Alessandro Giannì

Roma, 1989 — vive e lavora a roma

Nonostante i dipinti di Alessandro Giannì (Roma, 1989) abbiano spesso un soggetto tratto da internet o dai nuovi media, il risultato finale è estremamente pittorico e riesce a rendersi indipendente quasi del tutto dal suo spunto iniziale. I quadri infatti sono resi con campiture aggressive e accostamenti di colore coraggiosi. Le immagini vengono violentemente deformate in risultati vicini all’espressionismo, e nelle sue scene accade sempre qualcosa di magico e difficilmente decifrabile.

Scheda artista →
Alessandro Giannì, The truth is a forest
The truth is a forest2020, Olio su tela, 150 × 100 cm
Alessandro Giannì, Max e le reminiscenze di un futuro sommerso
Max e le reminiscenze di un futuro sommerso2018, Olio su tela, 40 × 50 cm
Alessandro Giannì, Senza titolo
Senza titolo2019, Olio su tela, 24 × 18 cm
09

Jimmy Milani

Savigliano, 1995 — vive e lavora tra san miniato (toscana) e milano

Jimmy Milani (Savigliano, 1995) realizza dipinti in cui le meditate e progettate composizioni fatte di piatte campiture pittoriche sono ottenute con pochi colori ben distinti tra loro. Le opere attingono molto dal mondo dei fumetti, delle fiabe acide, della grafica e delle illustrazioni, trasferendo tutto su un piano pittorico mantenuto indipendente attraverso una non comune capacità di creare immagini potenti e magnetiche. È come se Jimmy fosse in grado di coniugare la grande tradizione della metafisica italiana con il mondo dei videogame low-fi degli anni Novanta.

Scheda artista →
Jimmy Milani, Galleggiare nel cielo
Galleggiare nel cielo2021, Acrilico su tela e forex sagomato, 95 × 185 cm
Jimmy Milani, Senza titolo
Senza titolo2020, Acrilico su tela, 40 × 40 cm
Jimmy Milani, Il crepuscolo degli idoli
Il crepuscolo degli idoli2020, Acrilico su tela e forex sagomato, 128 × 104 cm
10

Mattia Sinigaglia

Castiglione delle Stiviere, 1989 — vive e lavora tra venezia e milano

Con Mattia Sinigaglia (Castiglione delle Stiviere, 1989) torniamo nel mondo della pittura sfumata e poetica in cui magia, mito e ricerca scientifica si mescolano in maniera incantata. Anche nel suo caso, come in Jimmy Milani, vi è un ricorso talvolta alle sagome tridimensionali che interagiscono con la superficie pittorica, seppur con risultati differenti. I colori si confondono e mescolano, in una realtà sognata e sognante, composta di elementi simbolici così come di segni grafici.

Scheda artista →
Mattia Sinigaglia, Butterfly with Goya skull
Butterfly with Goya skull2021, Olio e pigmenti su tela e legno, 74 × 60 cm
Mattia Sinigaglia, The blind ballad
The blind ballad2021, Olio, pigmenti, scotch, cera su tela, legno, argilla cruda dipinta, 78 × 48 cm
Mattia Sinigaglia, God's tattoo in Do minore
God's tattoo in Do minore2021, Olio, pasta modellante su lino, ceramica, legno, 70 × 56.5 cm
Mattia Sinigaglia, Tokamak
Tokamak2021, Olio, foglia d'oro, pigmenti su tela, ceramica e legno, 64 × 48 cm

Vedute della mostra

16 · Scorri →
Salon Palermo — Veduta della mostra: Gabriele Ermini, Jimmy Milani 1
Salon Palermo — Gabriele Ermini, Senza titolo (Incontro #01) e (Incontro #02), 2021 2
Salon Palermo — Veduta della mostra: Jimmy Milani, Galleggiare nel cielo, 2021 3
Salon Palermo — Veduta della mostra: Jimmy Milani, Gabriele Ermini 4
Salon Palermo — Alessandro Giannì, The truth is a forest, 2020 5
Salon Palermo — Jimmy Milani, Il crepuscolo degli idoli, 2020 6
Salon Palermo — Veduta della mostra: Cosimo Casoni 7
Salon Palermo — Veduta della mostra: Anna Capolupo, Silvia Capuzzo, Mattia Sinigaglia 8
Salon Palermo — Veduta della mostra: Mattia Sinigaglia, Enne Boi, Anna Capolupo 9
Salon Palermo — Veduta della mostra: Mattia Sinigaglia, Sabrina Annaloro, Enne Boi 10
Salon Palermo — Veduta della mostra: Anna Capolupo, Mattia Sinigaglia, Enne Boi, Mattia Barbieri 11
Salon Palermo — Veduta della mostra: Silvia Capuzzo, Mattia Barbieri 12
Salon Palermo — Mattia Barbieri, Shadow, Salvator Mundi, Madonna con bambino, 2021 13
Veduta della mostra: Cosimo Casoni, Studio di fico d'India #3 (Palermo), e scorcio della sala successiva
Veduta della mostra: parete con tre opere di Mattia Sinigaglia nelle cornici sagomate in legno
Veduta della mostra: una sala con un grande dipinto a destra e, attraverso la porta, opere di Mattia Sinigaglia

La parete del Salon

Le opere sono riprodotte in proporzione alle loro dimensioni reali.
Sabrina Annaloro, Riti rupestri
Sabrina Annaloro
Riti rupestri
Silvia Capuzzo, Dönerstag
Silvia Capuzzo
Dönerstag
Gabriele Ermini, Senza titolo (Incontro #01)
Gabriele Ermini
Senza titolo (Incontro #01)
Gabriele Ermini, Senza titolo (Incontro #02)
Gabriele Ermini
Senza titolo (Incontro #02)
Enne Boi, Rebus (Tres amigos)
Enne Boi
Rebus (Tres amigos)
Cosimo Casoni, Studio di fico d'India #3 (Palermo)
Cosimo Casoni
Studio di fico d'India #3 (Palermo)
Cosimo Casoni, Studio di fico d'India
Cosimo Casoni
Studio di fico d'India
Jimmy Milani, Galleggiare nel cielo
Jimmy Milani
Galleggiare nel cielo
Alessandro Giannì, The truth is a forest
Alessandro Giannì
The truth is a forest
Silvia Capuzzo, Allodole
Silvia Capuzzo
Allodole
Jimmy Milani, Il crepuscolo degli idoli
Jimmy Milani
Il crepuscolo degli idoli
Gabriele Ermini, Senza titolo (0420)
Gabriele Ermini
Senza titolo (0420)
Enne Boi, Rebus (La cura)
Enne Boi
Rebus (La cura)
Anna Capolupo, Hanno fatto a pezzi mio padre
Anna Capolupo
Hanno fatto a pezzi mio padre
Mattia Barbieri, Madonna con bambino
Mattia Barbieri
Madonna con bambino
Mattia Barbieri, Salvator Mundi
Mattia Barbieri
Salvator Mundi
Mattia Barbieri, Shadow
Mattia Barbieri
Shadow
Silvia Capuzzo, Orlando
Silvia Capuzzo
Orlando
Anna Capolupo, Occhi d'oro occhi d'argento
Anna Capolupo
Occhi d'oro occhi d'argento
Mattia Sinigaglia, Butterfly with Goya skull
Mattia Sinigaglia
Butterfly with Goya skull
Mattia Sinigaglia, God's tattoo in Do minore
Mattia Sinigaglia
God's tattoo in Do minore
Mattia Sinigaglia, The blind ballad
Mattia Sinigaglia
The blind ballad
Mattia Sinigaglia, Tokamak
Mattia Sinigaglia
Tokamak
Alessandro Giannì, Max e le reminiscenze di un futuro sommerso
Alessandro Giannì
Max e le reminiscenze di un futuro sommerso
Jimmy Milani, Senza titolo
Jimmy Milani
Senza titolo
Cosimo Casoni, Vie di fuga (la fiumara)
Cosimo Casoni
Vie di fuga (la fiumara)
Silvia Capuzzo, Partitozza
Silvia Capuzzo
Partitozza
Alessandro Giannì, Senza titolo
Alessandro Giannì
Senza titolo
Sabrina Annaloro, Riti rupestri
Sabrina Annaloro
Riti rupestri
Silvia Capuzzo, Dönerstag
Silvia Capuzzo
Dönerstag
Gabriele Ermini, Senza titolo (Incontro #01)
Gabriele Ermini
Senza titolo (Incontro #01)
Gabriele Ermini, Senza titolo (Incontro #02)
Gabriele Ermini
Senza titolo (Incontro #02)
Enne Boi, Rebus (Tres amigos)
Enne Boi
Rebus (Tres amigos)
Cosimo Casoni, Studio di fico d'India #3 (Palermo)
Cosimo Casoni
Studio di fico d'India #3 (Palermo)
Cosimo Casoni, Studio di fico d'India
Cosimo Casoni
Studio di fico d'India
Jimmy Milani, Galleggiare nel cielo
Jimmy Milani
Galleggiare nel cielo
Alessandro Giannì, The truth is a forest
Alessandro Giannì
The truth is a forest
Silvia Capuzzo, Allodole
Silvia Capuzzo
Allodole
Jimmy Milani, Il crepuscolo degli idoli
Jimmy Milani
Il crepuscolo degli idoli
Gabriele Ermini, Senza titolo (0420)
Gabriele Ermini
Senza titolo (0420)
Enne Boi, Rebus (La cura)
Enne Boi
Rebus (La cura)
Anna Capolupo, Hanno fatto a pezzi mio padre
Anna Capolupo
Hanno fatto a pezzi mio padre
Mattia Barbieri, Madonna con bambino
Mattia Barbieri
Madonna con bambino
Mattia Barbieri, Salvator Mundi
Mattia Barbieri
Salvator Mundi
Mattia Barbieri, Shadow
Mattia Barbieri
Shadow
Silvia Capuzzo, Orlando
Silvia Capuzzo
Orlando
Anna Capolupo, Occhi d'oro occhi d'argento
Anna Capolupo
Occhi d'oro occhi d'argento
Mattia Sinigaglia, Butterfly with Goya skull
Mattia Sinigaglia
Butterfly with Goya skull
Mattia Sinigaglia, God's tattoo in Do minore
Mattia Sinigaglia
God's tattoo in Do minore
Mattia Sinigaglia, The blind ballad
Mattia Sinigaglia
The blind ballad
Mattia Sinigaglia, Tokamak
Mattia Sinigaglia
Tokamak
Alessandro Giannì, Max e le reminiscenze di un futuro sommerso
Alessandro Giannì
Max e le reminiscenze di un futuro sommerso
Jimmy Milani, Senza titolo
Jimmy Milani
Senza titolo
Cosimo Casoni, Vie di fuga (la fiumara)
Cosimo Casoni
Vie di fuga (la fiumara)
Silvia Capuzzo, Partitozza
Silvia Capuzzo
Partitozza
Alessandro Giannì, Senza titolo
Alessandro Giannì
Senza titolo

Testo critico

Antonio Grulli

E se una delle risposte ai problemi del mondo dell’arte di oggi fosse il Salon? Proviamo a pensarci, senza provocazioni. Questo formato che suona così polveroso, così ottocentesco e portatore di ingiustizie nei confronti del nuovo e della sperimentazione, potrebbe forse essere appropriato anche per i nostri giorni.

Quali risultati immediati è possibile ottenere ricorrendo alla modalità espositiva del Salon? Il primo è quello di riportare al centro della mostra l’opera d’arte. Gli organizzatori dei Salon non devono seguire o inventare temi pretestuosi o analisi delle ultime presunte evoluzioni stilistiche o di linguaggio dell’arte, come spesso accade nelle mostre. Questo mette in scacco i curatori, i quali troppo spesso sono soliti rendere funzionali, e quindi secondarie, le opere rispetto alla teoria e all’idea che anima le loro mostre, quasi fossero solo pezzi di un macchinario, o di una catena di montaggio in cui l’artista finisce per vivere la stessa frustrazione dell’operaio fordista incapace di riconoscersi nel prodotto del proprio lavoro.

Al contrario, in un Salon ogni opera vive della propria indipendenza e solitudine, come un universo a sé stante, autonomo e completo; ed è possibile semplicemente selezionare lavori ritenuti di qualità. Ancor di più questo accade nel caso della pittura, benedetta da cornici fisiche e concettuali capaci di tenere fuori le curatele furbette e parassitarie.

Tutto questo potrebbe avere ancor più senso oggi, in un momento in cui ogni tipo di arte, ogni tipo di stile, ogni tipo di tematica è possibile; una verità applicabile anche alla pittura, protagonista di questa nostra mostra. Il ritorno in auge della pittura ha infatti coinciso con l’apertura a ogni tipo di possibilità espressiva. L’astratto ha la stessa forza e la stessa attualità del figurativo. Il sogno visionario e surreale suona vivo come la ricerca sull’astrazione geometrica.

Salon Palermo ne è una dimostrazione evidente seppur all’interno di un ambito figurativo legato a una dimensione visionaria. Infatti le opere qui in mostra si tengono tra loro, grazie a una delle pochissime linee rintracciabili oggi all’interno della pittura, quel percorso legato ad una tradizione che per semplicità si potrebbe definire surrealista, soprattutto debitrice di pittrici come Leonora Carrington, o all’espressionismo europeo tra le due grandi guerre.

Nel caso di Sabrina Annaloro (Palermo, 1989), i soggetti affondano in una dimensione mitologica, arcaica e fuori dal tempo, immersa in uno stile e in atmosfere surreali dalla forte potenzialità narrativa. Attinge molto da pitture esotiche e orientaleggianti. Spesso le sue scene vedono il corpo soggetto a processi di trasformazione e metamorfosi in cui svanisce completamente il confine tra uomo e natura, e quello tra uomo e animale.

Mattia Barbieri (Brescia, 1985) invece realizza dipinti in cui l’aspetto formale e pittorico riacquisisce centralità. Il quadro viene costruito dal pittore seguendo un processo molto complesso e ricco. La superficie diventa il campo di battaglia in cui segni grafici, incisioni, cifre, e dettagli materici interagiscono alla pari con la composizione pittorica vera e propria. I soggetti visionari e quasi alieni, seppur funzionali ad esaltare la pittoricità del quadro, non rivestono un ruolo secondario: sono elemento ricorrente in cui declinare gli elementi plastici del suo fare pittura.

Enne Boi (Cantù, 1989) è invece l’artista che in questa mostra maggiormente richiama un certo espressionismo del secolo scorso, soprattutto di matrice tedesca e del nord Europa. Seppure alterata e deformata, la figura è spesso al centro dei suoi quadri. Ma l’aspetto formale anche in questo caso è il fine stesso del quadro. I corpi e gli elementi della natura sono resi selvaggi e primitivi attraverso una pittura al tempo stesso violenta e elegante, che porta in sé’ un’anima classica e antica. La superficie a olio viene spesso sfumata dall’utilizzo dell’aerografo e dello spray.

La pittura di Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983) nasce da un rapporto privilegiato con il genere della natura morta. Il piano orizzontale, quasi sempre presente nei suoi quadri, diventa palco di un calmo teatro surreale fatto di elementi della vita quotidiana, dettagli anatomici e magici incidenti narrativi. Spesso vi è una dominante cromatica in cui viene immerso il quadro, e da cui

abilmente si discostano pochi elementi sottolineati proprio dalla loro diversità, ottenendo in tal modo un effetto disturbante e straniante.

Silvia Capuzzo (Merano, 1996) è l’artista maggiormente “astratta” della mostra. Ma le sue pennellate larghe e sinuose, da cui emerge l’amore per la materia pittorica, continuano a mantenersi aggrappate alla realtà e alla rappresentazione. I corpi fluidamente si muovono nella scena e sono realizzati con pochi dettagli: si vedono soprattutto braccia, che acquisiscono un ruolo centrale. E’ una pittura virtuosa e all’apparenza veloce, in cui il punto di vista straniante e l’ingrandimento di parti di realtà concorrono - assieme al modo di dipingere - alla creazione del risultato finale.

Le opere di Cosimo Casoni (Firenze, 1990) si inseriscono in un filone che risale alla pittura Dada e concettualmente eclettica del secolo scorso. Il quadro è in questo caso sia un lettino autoptico del dipingere sia un campo giochi in cui sperimentare e dedicarsi al proprio piacere. Le superfici vengono popolate da Cosimo con una moltitudine di elementi di natura diversa: le parti pittoriche figurative finemente realizzate sono accostate brutalmente a tag rubate dal contesto urbano, la grafica si mescola con i segni più violenti del fare pittorico, come graffi e raschiature, ottenendo in tal modo veri paesaggi pittorici autonomi.

Anche i lavori di Gabriele Ermini (Firenze, 1996) vivono di questa complessità della superficie pittorica, in cui segni di natura differente coesistono in maniera significativa, e in cui i colori classici si mescolano all’aerografo e ad altre tecniche. Spesso la figura umana è al centro della scena in maniera quasi scultorea, resa con colori acidi e spesso piatti ma deformata nelle forme in modo simile a quello che è possibile ottenere attraverso i computer o l’animazione digitale.

Nonostante i dipinti di Alessandro Giannì (Roma, 1989) abbiano spesso un soggetto tratto da internet o dai nuovi media, il risultato finale è estremamente pittorico e riesce a rendersi indipendente quasi del tutto dal suo spunto iniziale. I quadri infatti sono resi con campiture aggressive e accostamenti di colore coraggiosi. Le immagini vengono violentemente deformate in risultati vicini all’espressionismo, e nelle sue scene accade sempre qualcosa di magico e difficilmente decifrabile.

Jimmy Milani (Savigliano, 1995) realizza dipinti in cui le meditate e progettate composizioni fatte di piatte campiture pittoriche sono ottenute con pochi colori ben distinti tra loro. Le opere attingono molto dal mondo dei fumetti, delle fiabe acide, della grafica e delle illustrazioni, trasferendo tutto su un piano pittorico mantenuto indipendente attraverso una non comune capacità di creare immagini potenti e magnetiche. E’ come se Jimmy fosse in grado di coniugare la grande tradizione della metafisica italiana con il mondo dei videogame low-fi degli anni novanta.

Con Mattia Sinigaglia (Castiglione delle Stiviere, 1989) torniamo nel mondo della pittura sfumata e poetica in cui magia, mito e ricerca scientifica si mescolano in maniera incantata. Anche nel suo caso, come in Jimmy Milani, vi è un ricorso talvolta alle sagome tridimensionali che interagiscono con la superficie pittorica, seppur con risultati differenti. I colori si confondono e mescolano, in una realtà sognata e sognante, composta di elementi simbolici così come di segni grafici.

Questo è il gruppo di artisti arrivato a Sud, per il Salon Palermo. Si tratta di una migrazione ciclica, già accaduta in passato, della pittura verso il sole, la vita, i colori, il calore. Un movimento necessario della pittura, lontano dall’ermeneutica e dal concettualismo del nord, per abbracciare l’erotismo della visione, della magia e del mistero. Nuovamente. Questa volta a Palermo, in Sicilia, in quel cuneo dell’Europa che sembra spingersi in Nord Africa e in Medio Oriente.

In viaggio · Fiera

Salon Palermo @ ArtVerona 2021

Date
15–17 ottobre 2021
Luogo
ArtVerona, Veronafiere, Verona
Sezione
Introduction
Stand
Padiglione 12 · stand IN6
“…La mostra è piaciuta così tanto che ci teniamo a presentarla nuovamente in un nuovo contesto, convinti che la magia di questo gruppo debba essere vissuta da quante più persone possibili.”
— Antonio Grulli

Un mese dopo la chiusura in galleria, Salon Palermo parte verso nord. Dal 15 al 17 ottobre 2021 RizzutoGallery porta la mostra alla sedicesima edizione di ArtVerona, con uno stand interamente dedicato ai dieci artisti della prima edizione: Sabrina Annaloro, Mattia Barbieri, Enne Boi, Anna Capolupo, Silvia Capuzzo, Cosimo Casoni, Gabriele Ermini, Alessandro Giannì, Jimmy Milani e Mattia Sinigaglia.

Nella sezione Introduction, al padiglione 12, quarantuno opere coprono le tre pareti dello stand, appese fitte come nei Salon. Il pieghevole distribuito in fiera riporta il testo critico di Antonio Grulli, con un nuovo finale scritto per l’occasione: i dipinti come «batterie cariche pronte a rilasciare la loro energia», portati dal Sud verso nord.

Lo stand di RizzutoGallery dedicato a Salon Palermo ad ArtVerona 2021
Veduta frontale dello stand IN6 nel padiglione 12 di Veronafiere
Progetto di allestimento delle tre pareti dello stand, con le misure
Pieghevole della fiera: i dieci artisti e il testo critico di Antonio Grulli
Retro del pieghevole: la mappa delle 41 opere sulle pareti dello stand
Grafica di Salon Palermo per ArtVerona, 15–17 ottobre 2021
Prima anta del pieghevole: i cognomi dei dieci artisti in grande carattere monospaziato
Anta del pieghevole con il logo Salon Palermo 2021, le date di Palermo e di ArtVerona, i contatti della galleria e l'inizio del testo di Antonio Grulli
Anta del pieghevole con il testo critico di Antonio Grulli (Annaloro, Barbieri, Enne Boi, Capolupo, Capuzzo)
Anta del pieghevole con la parte finale del testo critico di Antonio Grulli, firmata
Grafica verde acido con il pieghevole di Salon Palermo inclinato, la scritta ArtVerona 15–17.10.2021 e gli orari della fiera
Anna Capolupo, Cani Scirocco, 2020, olio su tela, 30 x 20 cm
Anna Capolupo, Siepe che parla, 2021, olio su tela, 75 x 75 cm
Cosimo Casoni, Senza titolo, 2021, tecnica mista su tela, 50 x 40 cm
Cosimo Casoni, Senza titolo 2, 2021, tecnica mista su tela, 50 x 40 cm
Enne Boi, Rebus (On Fire), 2021, olio e inchiostro su tela, 100 x 80 cm
Enne Boi, Rebus (Villa Romana), 100 x 80 cm
Enne Boi, Rebus (Testagialla), 40 x 30 cm
Enne Boi, Rebus (Testarossa)
Enne Boi, Rebus (Rete), 2019, olio e spray su tela, 30 x 25 cm
Enne Boi, Rebus (Nido), 2019, olio e spray su tela, 30 x 25 cm
Gabriele Ermini, opera (titolo da verificare), 70 x 70 cm
Gabriele Ermini, opera (titolo da verificare)
Gabriele Ermini, opera (titolo da verificare)
Gabriele Ermini, opera (titolo da verificare)
Gabriele Ermini, opera (titolo da verificare)
Gabriele Ermini, opera (titolo da verificare)
Mattia Barbieri, Mistico Gran Turismo, 2020, olio su tavola, 125 x 90 cm
Mattia Barbieri, Mistico Il Tuffo, 2020, olio su tavola, 125 x 90 cm
Mattia Barbieri, Olaf, 2019, olio su tavola, 63 x 46 cm
Sabrina Annaloro, Deposizione, 2021, olio su tela, 70 x 60 cm
Sabrina Annaloro, Senza titolo, 2021, olio su tela, 40 x 30 cm
Sabrina Annaloro, opera (titolo da verificare)
Sabrina Annaloro, opera (titolo da verificare)
Silvia Capuzzo, Esterhazy, 2020, olio e amidi su tela, 30 x 30 cm
Silvia Capuzzo, Laser, 2020, olio e amidi su tela, 40 x 40 cm
Silvia Capuzzo, Zoti, 2020, olio e amidi su tela, 40 x 50 cm
Silvia Capuzzo, Metrica, 2020, olio su tela, 24 x 30 cm

Diario

Mattia Barbieri in mostra

Diario →

Comunicazione

Salon Palermo — Invito elettronico – Opening sabato 10 luglio 2021, ore 18; mostra dal 13 luglio al 18 settembre 2021
Salon Palermo — Invito elettronico, variante ("Fino al 18 settembre 2021")
Salon Palermo — Logo Salon Palermo
Fronte della cartolina d'invito: immagine in verde di visitatori in cilindro davanti a una parete fitta di quadri, titolo Salon Palermo e nomi degli artisti
Retro della cartolina: RizzutoGallery ha il piacere di invitarLa all'inaugurazione sabato 10 luglio 2021 ore 18; elenco artisti, testo critico di Antonio Grulli, mostra dal 13 luglio al 18 settembre 2021
Banner verticale verde con la scritta Salon Palermo in grande, nomi degli artisti, testo critico di Antonio Grulli, inaugurazione sabato 10 luglio 2021 ore 18
Post social: Salon Palermo fino al 18 settembre; in agosto la galleria riceve solo su appuntamento

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Salon Palermo · RizzutoGallery

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