Alessandro Miotti




Alessandro Miotti lavora all’interno di una dialettica tra immaginazione e realtà. Il linguaggio visivo che usa in ogni dipinto non ha alcuna relazione con altri suoi lavori e mostra una visione rifratta dell’immaginazione. La forma viene approcciata da un luogo mitologico e viene poi tradotta in una serie progressiva di definizioni, con figure e luoghi che fungono da archetipi all’interno della narrazione dell’opera. Visivamente, la realizzazione del desiderio e la sua negazione agiscono in equilibrio, con una semiotica sia familiare che non, allontanandosi dal quotidiano e spostandosi ai confini del simbolico e del reale.
Dipingere per Miotti è un’esplorazione psicologica non solo dei suoi ricordi d’infanzia perduti, ma anche dei ricordi perduti del nostro inconscio collettivo. Il suo lavoro è uno sforzo per riscoprirli, ma i ricordi sono costruiti e molto raramente sono uguali a quelli reali; vengono rielaborati e reimmaginati nel contesto di ciò che è andato perduto, per poi essere ritrovati, cambiati, distorti, piegati, spezzati, ma raramente come erano una volta.