Michele Bubacco





Il suo approccio alla pittura è crudo e viscerale, con tratti deliberati e una tavolozza ridotta che enfatizza l’angoscia e la disperazione delle figure. Le sue tele, gestuali e a tratti violente, presentano una narrazione implicita, dove gli elementi figurativi sono frammentati, lasciando allo spettatore solo un punto d’ingresso parziale negli eventi caotici che sembrano svolgersi.
Le opere, nel loro insieme, presentano una “linea narrativa”: sebbene non ci sia un inizio e una fine a questa non-narrazione, le immagini a più figure possono essere considerate le scene di apertura di un enigmatico vortice di disagio, mentre i dipinti di figure singole risultano vignette che aumentano il senso di oscurità e mistero. Bubacco è stato definito un “esistenzialista” ed è sicuramente un discendente di artisti come Alberto Giacometti, Germaine Richier e Francis Bacon; e come loro le sue figure lottano per l’autodefinizione in mezzo all’ambiguità, in un’epoca di dubbi.
Michele Bubacco nasce nel 1983 a Venezia, dove vive le prime esperienze che lo segnano come pittore, incontrando le opere dei grandi maestri veneziani del passato ma anche dei protagonisti del contemporaneo.