Pierluigi Scandiuzzi





Il suo lavoro si basa soprattutto sul rappresentare oggetti e situazioni che la maggior parte delle persone potrebbe definire banali, scontate e persino brutte. Ciò che tendiamo a considerare ovvio e insignificante, a suo parere, possiede invece la capacità di rendere visibili in modo più profondo e autentico infiniti aspetti dell’esistenza, difficilmente accessibili da prospettive più ampie, elaborate o magniloquenti. Le sue opere si configurano dunque come frammenti, spesso eterogenei, che aspirano a restituire o a evidenziare la dignità, il valore storico e simbolico che ogni oggetto racchiude, al di fuori di qualunque gerarchia: il vecchio candelabro della nonna, un soprammobile kitsch, una pallina da tennis, un pianeta nella notte stellata, un battipanni di giunco sfilacciato e consunto.
I soggetti che rappresenta sono spesso correlati a un ambiente interno, come quello che ci circonda quotidianamente nella stanza che abitiamo: sono cose qualsiasi, di solito suppellettili o utensili specifici e masserizie varie, oppure quadri e mobilia o qualche aggeggio sul pavimento.