Mattia Sinigaglia





“Con Mattia Sinigaglia (Castiglione delle Stiviere, 1989) torniamo nel mondo della pittura sfumata e poetica in cui magia, mito e ricerca scientifica si mescolano in maniera incantata. Anche nel suo caso, come in Jimmy Milani, vi è un ricorso talvolta alle sagome tridimensionali che interagiscono con la superficie pittorica, seppur con risultati differenti. I colori si confondono e mescolano, in una realtà sognata e sognante, composta di elementi simbolici così come di segni grafici.”
Mattia Sinigaglia lavora con la pittura e il disegno. Dipinge su carta e su tela, utilizza velluto, cera, legno, ceramica. Il suo lavoro nasce da un profondo interesse verso la storia dell’arte e il simbolismo sotteso alla magia, alle pratiche esoteriche, ma anche alla fascinazione della conoscenza scientifica. La sua pratica si contraddistingue per l’alternanza tra figura e dettaglio geometrico aniconico; ragiona sul rapporto tra forma e figura, sul mutevole ruolo di predominio che possono giocare nell’ambito dell’opera. Nei suoi dipinti l’artista crea spesso una tensione tra l’immagine e lo spazio in cui si trova, uno spazio non sempre ben definito, senza una prospettiva univoca; l’idea è donare allo spettatore un’atmosfera dove la figurazione a volte è chiara, a volte si disgrega in uno spazio metafisico.
Ha studiato Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, laureandosi nel 2018; nello stesso anno è vincitore del Premio ORA. Dal 2012 espone in Italia e all’estero; fa parte del collettivo Fondazione Malutta.