Sabrina Annaloro


“Nel caso di Sabrina Annaloro (Palermo, 1989), i soggetti affondano in una dimensione mitologica, arcaica e fuori dal tempo, immersa in uno stile e in atmosfere surreali dalla forte potenzialità narrativa. Attinge molto da pitture esotiche e orientaleggianti. Spesso le sue scene vedono il corpo soggetto a processi di trasformazione e metamorfosi in cui svanisce completamente il confine tra uomo e natura, e quello tra uomo e animale.”
La ricerca pittorica di Sabrina Annaloro attinge agli impulsi primari e ha a che fare con la bestialità e il grottesco, in una dimensione unicamente femminile, un sistema aperto alle contaminazioni e coinvolto in costanti processi di trasformazione. È interessata alla sacralità del corpo ma anche alla dis-appartenenza dei suoi soggetti al tempo e allo spazio. Tra spiazzamento, estasi e stordimento, i suoi soggetti umani sembrano in preda a un’allucinazione pittorica e con le sue visioni l’artista prova a dare vita a relazioni inedite che rimettono in gioco le parti e il tutto.
Il suo approccio alla pittura è sempre stato scandito da lunghe pause, così come gli studi artistici. Ma tra un lavoro alienante e un altro che la impegnavano gran parte della giornata, mossa dall’istinto primordiale di un predatore affamato, andava in cerca della pittura come nutrimento, un nutrimento bulimico ed euforico che si procacciava attraverso le forme d’arte più appetibili. Abbandonata la frenetica vita cittadina, attualmente vive e lavora in campagna, dove la luce radiante e la continua, rigogliosa vegetazione costituiscono l’ambiente perfetto in cui svilupparsi e il terreno fertile per la sua produzione artistica.